Il mantello acido fa parte delle difese naturali della pelle

Il «mantello acido» indica la leggera acidità dello strato più esterno della pelle. La ricerca lo annovera tra le sue difese naturali, accanto alla barriera lipidica, al basso contenuto d'acqua della superficie e alla flora residente.

Questi elementi non funzionano isolatamente. Si sostengono a vicenda e il pH interviene in ciascuno di essi.

Un termine quasi centenario

L'espressione «mantello acido», Säuremantel in tedesco, risale al 1928 e ai lavori di due medici tedeschi, Heinrich Schade e Alfred Marchionini. Per molto tempo è stata considerata una curiosità storica. Da una ventina d'anni la ricerca le ha restituito un posto centrale. Essa collega il pH della superficie al mantenimento della barriera, alla coesione dello strato corneo e all'equilibrio della flora residente (Ali e Yosipovitch, 2013).

Il mantello acido indica l'acidità dello strato corneo e del film che lo ricopre, senza formare uno strato che si possa isolare. In media, il pH della superficie cutanea si situa intorno a 4,7 (Lambers et al., 2006).

Una difesa a più livelli

La pelle assicura più funzioni di barriera contemporaneamente. Trattiene l'acqua dell'organismo e limita la penetrazione delle sostanze esterne. Ospita inoltre, sulla sua superficie, una flora che le è propria.

Il dermatologo americano Peter Elias, uno dei principali ricercatori del settore, descrive queste funzioni come strettamente legate. La maggior parte si svolge nello strato corneo. Ne cita quattro componenti: il basso contenuto d'acqua, il pH acido, la flora residente e alcuni lipidi depositati sulla superficie, come gli acidi grassi liberi (Elias, 2007).

Lo stesso autore insiste su un punto. L'organizzazione dei lipidi in strati regolari, tra le cellule dello strato corneo, serve sia a trattenere l'acqua sia a mantenere la coesione dell'insieme. Una barriera ben organizzata adempie quindi meglio tutte le sue funzioni.

Il pH e la flora residente

La pelle ospita in permanenza microrganismi che le sono propri: la flora detta «residente». Il suo equilibrio dipende in parte dal pH.

Lo studio di Lambers e dei suoi colleghi lo ha osservato direttamente. A un pH acido, tra 4 e 4,5, i batteri della flora residente restano attaccati alla pelle. A un pH alcalino, tra 8 e 9, se ne distaccano maggiormente (Lambers et al., 2006). Il titolo stesso dell'articolo riassume la conclusione degli autori: un pH di superficie inferiore a 5 è favorevole alla flora residente.

Il pH e la coesione dello strato corneo

Lo strato corneo è fatto di cellule appiattite, i corneociti, collegate tra loro da punti di attacco chiamati corneodesmosomi. Questi attacchi si sciolgono poco a poco, permettendo alle cellule più vecchie di staccarsi discretamente.

Questo distacco è guidato da enzimi la cui attività dipende dal pH: moderata in ambiente acido, accelera quando lo strato corneo viene portato verso la neutralità, e la coesione diminuisce (Hachem et al., 2003). Questo lavoro è stato condotto nel topo; il meccanismo è descritto in dettaglio nell'articolo «Che cosa succede sulla superficie della pelle quando il suo pH sale».

Una difesa che si ricostituisce

Il mantello acido varia nel corso della giornata. Un lavaggio, la traspirazione o l'applicazione di un prodotto lo modificano ogni giorno. Quando la barriera viene perturbata sperimentalmente, il pH della superficie aumenta. Torna al suo valore abituale solo dopo diverse ore (Proksch, 2018).

Questo ritorno si basa sui meccanismi che producono quotidianamente acidità: liberazione di acidi grassi, degradazione della filaggrina, scambi di ioni nell'epidermide (Proksch, 2018).

In sintesi

  • Il mantello acido indica l'acidità naturale dello strato corneo, intorno a 4,7 in media.
  • Fa parte, con la barriera lipidica, il basso contenuto d'acqua e la flora residente, delle difese naturali descritte dalla ricerca.
  • Un pH acido favorisce l'attaccamento della flora residente e la coesione dello strato corneo.
  • Dopo una perturbazione, la pelle ristabilisce la sua acidità in poche ore.

Questi elementi descrivono la fisiologia della pelle. Non si riferiscono ad alcun prodotto in particolare.

Questo articolo fa parte della Biblioteca PHYTO 5.

Fonti

  1. Ali SM, Yosipovitch G. Skin pH: from basic science to basic skin care. Acta Dermato-Venereologica. 2013;93(3):261-267. doi:10.2340/00015555-1531
  2. Elias PM. The skin barrier as an innate immune element. Seminars in Immunopathology. 2007;29(1):3-14. doi:10.1007/s00281-007-0060-9
  3. Hachem JP, Crumrine D, Fluhr J, Brown BE, Feingold KR, Elias PM. pH directly regulates epidermal permeability barrier homeostasis, and stratum corneum integrity/cohesion. Journal of Investigative Dermatology. 2003;121(2):345-353. doi:10.1046/j.1523-1747.2003.12365.x
  4. Lambers H, Piessens S, Bloem A, Pronk H, Finkel P. Natural skin surface pH is on average below 5, which is beneficial for its resident flora. International Journal of Cosmetic Science. 2006;28(5):359-370. doi:10.1111/j.1467-2494.2006.00344.x
  5. Proksch E. pH in nature, humans and skin. The Journal of Dermatology. 2018;45(9):1044-1052. doi:10.1111/1346-8138.14489
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